BenQ BL3200PT; il Godzilla dei monitor

L’unico neo che si potrebbe trovare a un monitor dotato di un’alta risoluzione è quello di avere un dot pitch piccolo, o un’elevata densità di pixel, che riproduce di conseguenza i caratteri piuttosto piccoli, rendendo in taluni casi necessarie operazioni come la modifica del valore DPI (nel pannello di controllo) o l’aumento dello zoom per il browser.

BrandBenQ
ModelloBL3200PT; il Godzilla dei monitor

BenQ BL3200PT in test

Colour banding

Come primo test abbiamo verificato la presenza del classico fenomeno del colour banding, ovvero delle bande di colore sulle sfumature, con diverse tonalità. Più che buono è stato il comportamento del BL3200PT dato da un color depth 10-bit reali.

images/stories/BenQ/BL3200PT/Test/Colour_banding_01.jpgimages/stories/BenQ/BL3200PT/Test/Colour_banding_02.jpgimages/stories/BenQ/BL3200PT/Test/Colour_banding_03.jpgimages/stories/BenQ/BL3200PT/Test/Colour_banding_04.jpg

Uniformità

Suddividendo lo schermo in nove rettangoli, abbiamo misurato con il colorimetro l’uniformità della luminosità e dei colori. La differenza massima registrata è risultata pari al 12%, con una media del 5,6%, per quanto riguarda la luminosità, mentre per il colore, il Delta-E maggiore è stato di 1,3, con una media dello 0,6. Davvero molto buona si dimostra l’uniformità per il monitor in esame.

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Abbiamo inoltre catturato due immagini con una schermata nera al buio con diverso tempo di esposizione della fotocamera. L’immagine di sinistra riporta la situazione più simile riscontrabile a occhio nudo, mentre quella di destra ha una sensibilità maggiore alla luminosità. Il backlight ha dato un ottimo risultato, senza manifestare fasci luminosi degni di nota provenienti dai lati del display.

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Angoli di visione

In questo test andiamo a valutare la deviazione colorimetrica all’aumentare dell’angolo di visione per i quattro lati. In questo test prevalgono in genere i display a matrice IPS e PLS; seguono i VA e infine i TN.

Seppur di poco inferiore rispetto ai pannelli IPS/PLS, questo AMVA+ vanta angoli di visione che appaiono migliori rispetto alle altre versioni VA testate.

Con un'immagine completamente nera, si nota che la riproduzione vira verso tonalità violacee.

Reattività

Per testarne la reattività abbiamo utilizzato il software PixPerAn (macchinina) e il tool presente su TestUfo.com. Per i vari setting di overdrive AMA disponibili nel BenQ BL3200PT, Disattivato, Alto e Premium, sono state catturare dieci foto con la fotocamera impostata con ISO 3200 e tempo di esposizione di 1/350 sec. Per il test ufo abbiamo riportato il risultato medio, mentre per l’automobile vengono confrontati il risultato migliore e peggiore dei 10 scatti.

images/stories/BenQ/BL3200PT/Test/AMA_Disattivato.jpgimages/stories/BenQ/BL3200PT/Test/AMA_Alto.jpgimages/stories/BenQ/BL3200PT/Test/AMA_Premium.jpg

Il setting Premium, come già abbiamo visto anche in altri monitor BenQ, genera il reverse ghost (fantasma scuro), che indica un’azione repentina dell’overdrive che causa overshoot di segnale. Alla luce dei test è evidente, anche ad occhio, come il setting Alto sia quello preferibile in ambito game. Il valore Premium potrebbe riuscire a diminuire una manciata di millisecondi nel migliore dei casi, ma la presenza piuttosto evidente del reverse ghost fa preferire il valore Alto.