MSI Z77 MPOWER: la prima ad essere certificata per l’overclock

Lo staff di XtremeHardware è sempre attento ad analizzare le schede madri più interessanti per l’utenza Extreme. All’appello non poteva quindi mancare la Z77 Mpower, espressamente progettata per l’overclock delle CPU Ivy Bridge. MSI ha riposto tanta attenzione per questa tipologia di utenza da rilasciare una certificazione per ogni scheda madre venduta. Questa certificazione attesta che è stata testata (burn-in) in condizioni di overclock per 24 ore. Nessuna delusione quindi per l’utente finale più esigente; riuscirà a soddisfare persino un overclocker estremo? Lo scopriremo nel corso della recensione, perché l’abbiamo testata per voi con raffreddamento ad azoto liquido!

BrandMSI
ModelloZ77 MPOWER: la prima ad essere certificata per l’overclock

Sistema di prova e Metodologia di test

I test eseguiti sulla MSI Z77 Mpower sono volti a verificare sia la stabilità della scheda a frequenze d’uso comune che a verificarne la qualità e la competitività sul mercato oltre a valutarne la stabilità della stessa sotto stress anche in overclock. Essendo la prima Mainboard al mondo ad avere la certificazione per l’overclock, non potevamo esimerci dal testarla approfonditamente anche sotto questo aspetto. Su quest’ultimo punto rileveremo le tensioni con un multimetro digitale tramite i punti di lettura disponibili sul PCB e verificheremo la stabilità delle tensioni sotto carico. Ci avvarremo di un termometro digitale della Voltcraft mod. K101 per rilevare le temperature dei dissipatori passivi della zona socket con il sistema sotto overclock onde verificare l’efficacia del sistema dissipante. Questi i componenti utilizzati per i test:

Per rendere i risultati più interessanti sul piano della validità e competitività del prodotto, li abbiamo comparati con altre schede madri della stessa tipologia, oggetto di precedenti recensioni. La comparazione è possibile perché l’hardware utilizzato è il medesimo, come pure il chipset in dotazione che accomuna le schede madri. Nelle conclusioni terremo ovviamente conto della fascia in cui si colloca il prodotto in relazione al prezzo.