Phobya G-Changer 360 HPC, eleganza, solidità e prestazioni sono interamente made in Germany!

Gli amanti del water cooling si sa, non si accontentano mai in termini di prestazioni, ma sono sempre più esigenti anche in termini di eleganza e affidabilità. Per soddisfare questa categoria di utenti Phobya ha sviluppato il radiatore G-Changer 360 HPC, che analizzeremo per voi in questa recensione.

Risultati dei test

TEST DELLA PORTATA E RESTRITTIVITA’

Per quanto riguarda il test della portata, abbiamo fatto diverse rilevazioni.

Considerando “LOOP A VUOTO” un circuito composto da pompa, top, flussimetro e vaschetta (privo quindi di altri elementi restrittivi) con tensione operativa della pompa di 12V (11,5v effettivi) abbiamo ottenuto un valore medio di 430 L/h (una media tra il valore minimo e quello massimo).

Abbiamo poi inserito in questo loop a vuoto ciascun radiatore, con ingresso del liquido subito dopo il flussimetro e uscita del liquido con rientro in vaschetta, rilevando i seguenti risultati.

Consideriamo ora il nostro circuito di test, cioè l’impianto che utilizziamo per raffreddare la nostra postazione e configurato come riportato nella tabella di cui sopra.

Confrontando questi dati si evince come il radiatore Phobya G-Changer 360 oggetto della nostra recensione sia più restrittivo del concorrente XSPC RX 360.

In particolare volendo quantificare di quanto sia in percentuale più restrittivo rispetto a quello XSPC, abbiamo fatto questo grafico ricavato attraverso delle semplici proporzioni.

Il radiatore Phobya G-Changer HPC 360, considerato singolarmente nel loop a vuoto, ha fatto registrare una portata inferiore del 15% al radiatore XSPC RX 360; considerato in un loop complesso come quello del nostro sistema di test, ha fatto registrare invece una portata inferiore del 10% circa, andando così a recuperare qualcosa rispetto al concorrente.