In Win Mana 136: poca spesa, tanta resa

In Win è un marchio ancora poco conosciuto nel settore dell’High Tech e poco tempo fa abbiamo avuto il piacere di recensire due cabinet di questo produttore asiatico, il GRone e il Dragon Rider. Oggi è la volta del Mana 136, mentre fra non molto analizzeremo un’altra soluzione alla portata di tutti: il Dragon Slayer. Questi due modelli non sono soluzioni Full-Tower ma come vedremo saranno interessanti, per via di alcune scelte costruttive. Successivamente analizzeremo una gemma tanto rara quanto preziosa di cui vi abbiamo dato un assaggio qualche giorno fa: l’X-Frame. Per ora restiamo con i piedi per terra, cosa ci propone In Win per chi cerca una soluzione economica.

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Mana 136, analisi strutturale dell’interno

Il design del cabinet non è di quelli rivoluzionari, non vuole stupire ma semplicemente offrire una buona qualità ed un ottimo rapporto qualità/prezzo. Come elementi innovativi per In Win troviamo addirittura due bay per hard disk Hot Swap, ma affronteremo il discorso a breve.

Cablaggio

La struttura del telaio permette un buon assemblaggio anteriore, ed uno leggermente sottotono posteriormente. Lo spessore è discreto, anche se non eccelle. La facilità del montaggio è facilitata dalla presenza di una canalina posteriore con feritoie per il passaggio dei cavi e dalla predisposizione di ben due sistemi Hot-Swap per gli hard disk, una feature davvero sublime su un cabinet di questa fascia ! Purtroppo nella parte posteriore non c’è la classica apertura per il passaggio del connettore da 8 PIN dell’alimentazione della scheda madre ma ciò non costituirà un problema poiché è presente una fessura centrale in corrispondenza del foro per il backplate. Consigliamo comunque di avere una prolunga per tale connettore a portata di mano, perché all’atto dell’assemblaggio può sempre tornare utile. Il Mana 136 è stato ideato per un assemblaggio ed un cable routing parzialmente anteriore, quindi prendetene atto (tutto sommato faciliterà anche le operazioni, non essendo perfettamente conforme a criteri estetici e di modding, ma non sarebbe questo il cabinet comunque). Lo spessore del cabinet è di soli 190mm ma lo spazio presente posteriormente è accettabile; nella parte inferiore c’è una grande apertura che faciliterà il passaggio dei cavi di alimentazione.

Dato che utilizziamo una scheda madre E-ATX per i test, purtroppo il cabinet non le supporta, per via di una collisione laterale con la canalina precedentemente menzionata. Consigliamo a In Win di rivedere questo punto, per garantire una compatibilità maggiore. C’è da dire però che il marchio possiede anche moltissime altre soluzioni dedicate quindi probabilmente è intenzionale.

Piatto scheda madre e CPU

Il piatto della scheda madre è interamente in acciaio, e diversamente da alcuni modelli di cabinet top di gamma degli anni passati, non è removibile. Sono presenti dei stand off che partono dal piatto di ritenzione, sagomati direttamente sullo stesso e quindi facilitano l’assemblaggio e l’installazione della scheda madre. E’ presente una grande apertura per l’installazione di dissipatori aftermarket impegnativi, tuttavia l’altezza massima per un dissipatore a torre è di circa 155mm, quindi occorrerà fare attenzione all’atto dell’acquisto. Lo spessore del piatto è buono e non permetterà facili deformazioni locali dovute al peso. Ci sono tre fori passacavi più un grande spazio inferiore e non sono presenti guaine antitaglio.

Vi mostriamo la parte frontale:

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E qui invece la parte posteriore:

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Lo spazio tra la scheda madre ed eventuali ventole superiori è ridotto all’osso ma è comunque possibile montare due ventole da 120mm, o eventualmente un radiatore da 240mm. Comunque sia ne sconsigliamo l’adozione per via delle tolleranze molto ristrette. In compenso, In Win ha decentrato tali aperture verso il pannello laterale sinistro, in modo da allontanarsi il più possibile da scheda madre e RAM, favorendone la compatibilità. Una soluzione intelligente che andrebbe adottata anche nei cabinet più grandi.

Gestione slot 5.25’’ e dischi rigidi da 3.5’’ e 2.5’’

La gestione dei dischi rigidi, per un cabinet low cost, è semplicemente eccezionale ! E’ la prima volta che vediamo un brand inserire ben due connettori Hot-Swap di serie e la cosa interessante è che persino nei cabinet di fascia alta si è arrivati ad uno solo, con i successivi acquistabili separatamente. Un plauso ad In Win per questa eccellente caratteristica, che unita al meccanismo di blocco solido, robusto e silenzioso, permetterà una veloce inserzione delle periferiche. Oltre a questo bisogna far presente del sistema di blocco laterale, che prevede una serie di selettori verticali di colore giallo ad incastro, che permetteranno di serrare immediatamente i dischi una volta in posizione. Non ci sono cage removibili però non si poteva chiedere di meglio.

Mostriamo alcune fotografie di questi compartimenti:

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Vi mostriamo alcune fotografie dell’inserimento dei dischi in posizione, da notare le viti laterali che permettono l’inserimento nella guida laterale. Un sistema veramente fantastico, da plagio. Data la robustezza non ci saranno vibrazioni.

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Per quanto riguarda il blocco degli slot posteriori PCI, c’è un sistema particolare, che vi mostriamo:

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Sezione Alimentatore

Nella parte bassa troviamo l’alloggio per l’alimentatore, che quindi viene installato in una configurazione classica. Non ci sono elementi diversi dallo standard quindi vi mostriamo solamente la fotografia diretta.

Organizzazione Flussi d’aria - Features

In questo paragrafo riporteremo alcune caratteristiche a livello termico dei cabinet in esame:

LOOP TERMICO: in questo caso si è scelto di utilizzare slot PCI perforati quindi potrebbe essere presente il fenomeno del “negative loop” orizzontale, tale per cui le temperature della scheda grafica possono aumentare a causa del potenziale ricircolo di aria calda dall’esterno. Ciò si verifica quando c’è un fenomeno di pressione negativa, ovvero sbilanciamento tra ventole in estrazione e in immissione, in favore delle prime. Il Mana presenta una ventola in estrazione ed una in immissione, quindi potrebbe esserci questo problema, per come viene fornito dalla casa madre.

ISOLAMENTO TERMICO PSU: similmente a quanto riscontrato in soluzioni full tower l’organizzazione dei flussi non permetterà l’immissione di aria calda all’interno del cabinet quindi isolerà termicamente lo scompartimento inferiore. Tale scelta costruttiva incide parzialmente sulle performance di raffreddamento, in quanto limiterà l’areazione dal basso.

VENTILAZIONE LATERALE: è possibile installare lateralmente due ventole da 120mm, quindi sarebbe possibile migliorare l’areazione delle schede video in modo consistente, qualora fossero utilizzati modelli aventi elevati CFM.

Integrazione di sistemi a liquido

La compatibilità con questi sistemi è minima, è possibile teoricamente installare un radiatore da 240mm nella parte superiore, SLIM, ed uno da 120mm nella parte posteriore ma non ne consigliamo l’adozione per via delle ristrette tolleranze. Nella seguente tabella analizzeremo nel dettaglio cosa è possibile montare, e dove.