Gelid Solutions GX-7, 7 heatpipes in poco spazio

Cari lettori di XtremeHardware, oggi sarà analizzato il nuovo dissipatore del famoso marchio Gelid: il GX-7. La struttura è classica, ovvero è un dissipatore a singola torre, ma ha delle peculiarità interessanti, tra cui la sovrapposizione di due heatpipes nella base ed anche la presenza di un’ottima ventola nel bundle (Wing 12 PL Blue Led), senza contare la presenza dell’ottima pasta termica GC-2 in dotazione. Supporta fino a due ventole da 120mm e presenta anche un design che permette una minore resistenza dell’aria, quindi favorendo le performance con ventole dalla bassa rumorosità. Sarà testato con due ventole Gelid Wing 12PL Blue led, in configurazione Push/Pull ed anche a singola ventola ovvero per come viene fornito dalla casa produttrice. Sempre in questa recensione, analizzeremo un altro interessante prodotto di Gelid: l’eccellente pasta termica GC-EXTREME.

Test accessori

Apriamo una piccola parentesi, relativa alla pasta termica Gelid GC-EXTREME, che verrà analizzata a fondo anche in un prossimo articolo dedicato. Questo modello di pasta termoconduttiva è uno dei migliori in commercio e come vedrete, in associazione al Gelid GX-7, riesce davvero a stupire, specialmente con una CPU intorno ai 130W di TDP. Riportiamo i grafici dei test, rapportati alla nostra classica Arctic Cooling MX-4, che viene battuta in molte delle misurazioni effettuate. Da questi test si evince che il GX-7 eccelle a bassi carichi di lavoro, specialmente con la pasta termica GC-Extreme; in questi casi, quindi con CPU che scaldano poco, l’acquisto del Gelid GX-7 è fortemente consigliato.

Riportiamo le immagini dell’applicazione rispettivamente per l’Arctic Cooling MX-4 e la Gelid GC-EXTREME, mostrandovi la stesura della pasta termica, che è la medesima della procedura di test dei dissipatori:

Le due paste termiche sono state applicate tramite la piccola e comodissima spatola in dotazione nella GC-EXTREME. E’ possibile utilizzare questa tecnica oppure applicare una goccia, grande quanto un chicco di riso, al centro della CPU, per poi installare e far si che si spalmi da sola per via della pressione. Tra una pasta termica e l’altra, queste due procedure possono portare ad una differenza nell’ordine di un grado centigrado, quindi è entro il range dell’errore sperimentale. Per correttezza facciamo presente che utilizziamo la prima procedura, facendo attenzione a rimuovere ogni possibile residuo di aria al di sotto della superficie, e ricontrollando visivamente l’impronta della pasta termica dopo l’applicazione. Questo controllo secondario si rende doveroso ai fini dei test, quindi potete star certi che a parità di configurazione i nostri risultati saranno assolutamente veritieri. Fate molta attenzione anche alla Tamb, ovvero alla temperatura ambiente, perché generalmente è proprio questa che porta a valutare erroneamente dei prodotti in una comparativa. Nel nostro caso viene mantenuta costante a circa 22.3 gradi centigradi, con uno scarto di un grado in entrambi i sensi.