LAMZU Atlantis - Recensione

Fino ad un decennio fa i protagonisti/brand della scena delle periferiche da gaming al pari di quelli hardware si contavano sulle dita di una mano. La situazione ad oggi è totalmente cambiata ed è in continua evoluzione. Infatti sono diverse le nuove aziende che in pochi mesi riescono a farsi conosc

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Il LAMZU Atlantis per una più completa personalizzazione e gestione delle funzioni come riassegnazione delle funzione dei tasti, regolazione risoluzione profili DPI, macro etc è corredato di un software. Il software del LAMZU Atlantis è, come vedremo tra poche righe, identico a quello già visto con i mouse di Pulsar. E’ chiaro dunque che questi due brand, totalmente differenti, condividano lo stesso software OEM (per poi essere personalizzato a seconda della necessità) che probabilmente viene ‘’fornito’’ con il sensore ottico Pixart PAW3395.

La grafica è per ovvi motivi diversa da quella vista con il Pulsar ma i menu e le voci a nostra disposizione sono le medesime. Avremo quindi piena confidenza se abbiamo già provato un mouse Pulsar. Ma, anche in caso contrario, la gestione è immediata e facile. Pochi menu e poche essenziali voci per una gestione ormai classica delle funzioni.

Il software una volta impostati DPI e/o tasti nei relativi profili DPI potrà essere anche disinstallato visto che il tutto sarà salvato e a portata di click. Lo stato di carica/autonomia ancora leggermente buggato nel software potrà essere consultato in maniera indicativa dal mouse stesso. Quando vedrete il LED rosso lampeggiare sul mouse sarete a circa il 25% di autonomia e potrete regolarvi di conseguenza prima che vi troviamo con il puntatore del mouse completamente immobile a centro schermo magari in un fight o azione cruciale della vostra sessione di gioco.