Recensione Geil PC2-8500 Black Dragon

Le memorie che testeremo nella recensione di oggi fanno parte della serie BLACK DRAGON prodotte dalla taiwanese GEIL, questa particolare serie è appositamente pensata per i videogiocatori più esigenti che ricercano le massime prestazioni dal proprio sistema. Questo kit presenta delle caratteristiche

BrandGeIL
ModelloPC2-8500 Black Dragon

Benchmark Sintetici

I benchmark sintetici permettono di evidenziare eventuali differenze esistenti, in termini di bandwidth e di latenza, tra le varie configurazioni di memoria disponibili. A parità di tecnologia di memoria, una frequenza di clock più elevata permette di ottenere valori di bandwidth maggiori, mentre con timings più bassi si ottiene una riduzione della latenza di accesso. Anche se poi vedremo meglio che non è sempre così infatti c’è da considerare il comportamento del Chipset (Intel P965) che in base alle frequenzeselezionate alle ram varia sia la frequenza interna che le latenze.

Come già detto nella precedente pagina abbiamo lasciato inalterata la frequenza di funzionamento standard della CPU (INTEL Core 2 Duo E6600 2400 MHz) e le memorie sono state fatte funzionare a DDR2 533/667/800/1067 impostando timings diversi alle varie frequenze di funzionamento supportate dalle memorie e variando da bios solo i moltiplicatori delle memorie. In questo modo sarà possibile vedere come le performance delle memorie scalano all’aumentare delle frequenze di funzionamento.

Grafico ScienceMark

Come si può vedere dal grafico di Science Mark sopra ci sono delle situazioni inaspettate, infatti basta guardare ad esempio la frequenza DDR2 800 MHz dove i risultati migliori si hanno con timing pari a 5-5-5-15 (cas-trcp-trp-tras), oppure alla frequenza DDR2 533 MHz dove ancora una volta i risultati migliori sono rappresentati applicando timing pari a 5-5-5-15 (cas-trcp-trp-tras). Il motivo è da ricercare nella particolare combinazione tra Moltiplicatore impostato alle ram e la conseguenza variazione delle latenze interne del chipset P965, che in qualche maniera vanno ad influenzare i risultati di questo test sintetico.

Grafico WinRar

Il grafico sopra di WinRar invece evidenzia un comportamento abbastanza lineare, tranne in pochi casi come ad esempio alla frequenza DDR2667 MHz e timing pari a 3-3-3-10 (cas-trcp-trp-tras)dove si ha un risultato di 1008 KB/s, che risulta inferiore rispetto ai timing più rilassati di pari frequenza. Stesso discorso alla frequenza DDR2 533 MHz dove si ha un risultato di 884 KB/s abbinato a timing di 3-3-3-10 (cas-trcp-trp-tras) che appunto risulta il peggiore rispetto agli altri timing più rilassati.

Grafico SisoftSandra

La banda passante analizzate con il software Sisoft Sandra evidenzia un comportamento di crescita molto lineare al crescere della frequenza delle memorie e al diminuire delle latenze impostate ai moduli ( a parità di frequenza), evidentemente le lantenze interne del chipset Intel P965 influenzano poco questa tipologia di test.

Grafico Everest ultimate ed.

I test effettuati con il software Everest Ultimate Ed. 4.20, che sono di lettura/scrittura/copia in memoria, hanno evidenziano un comportamento lineare in crescita in base alle frequenza applicate ed ai timing associati, tranne in alcuni casi isolati come nella frequenza DDR2 533 MHz con timing 3-3-3-10 (cas-trcp-trp-tras)si hanno risultati peggiori rispetto ad impostazioni di latenze di accesso più spinte.

Grafico superPI 1M

Il Super PI è benchmark che calcola le cifre decimali del pi greco, indicando il tempo impiegato dal calcolatore, questo tipo di benchmark è molto legato alla frequenza della cpu e alla frequenza della memoria, nonché alle latenze di accesso. Infatti il risultato migliore in assoluto si ha con la memoria operante alla frequenza effettiva DDR2 1066 MHz e con timing pari a 4-4-4-12 (cas-trcp-trp-tras). Segnaliamo un comportamento anomalo, ma coerente con quanto visto nei test precedenti, alla frequenza DDR2 667 MHz i risultati peggiori si hanno con latenze di 3-3-3-10 (cas-trcp-trp-tras), stesso discorso alla frequenza DDR2 533 MHz con timing pari a 3-3-3-10 (cas-trcp-trp-tras).

Test Overclock

Dopo che nel precedente paragrafo sono stati eseguiti test riguardanti i benchmark sintetici, in questa pagina ci occuperemo invece della parte più divertente e più interessante per gli appassionati del settore, si tratta di andare a ricercare le frequenze massime raggiungibili con questo kit oltre le specifiche dichiarate dal costruttore.

Siamo andati in due direzioni principalmente, infatti abbiamo cercato di ottenere la massima frequenza sia in condizioni di minima stabilità (cosidetta frequenza benchabile) sia di massima stabilità, applicando principalmente due diversi tipologie di settaggi di latenza per le memorie. In particolare abbiamo applicato due impostazioni diverse, la prima impostazione prevedete timing pari a 5-5-5-15 (cas-trcp-trp-tras) mentre la seconda impostazione prevede timing pari a 4-4-4-12 (cas-trcp-trp-tras), inoltre sono stati applicati due voltaggi differenti, 2.20v e 2.40v da bios, in modo da vedere anche come si comportano i chip al variare del voltaggio applicato. Inoltre ci siamo anche spinti oltre i 2.4v previsti dal costruttore, infatti per trovare la massima frequenza ci siamo spinti a dare 2.6v con timing pari a 5-5-5-15 (cas-trcp-trp-tras).

Come test abbiamo usato il solo SuperPI 1 MB per la minima stabilità, mentre per ricercare la massima stabilità abbiamo usato l’ottimo software Orthos in Blend mode, che ci permette un’ottima affidabilità sulla massima frequenza dei chip montati sulle memorie.

Immagine Spd-1066

Partiamo innanzitutto con mostrare l’SPD (Serial Presence Detect) dei chip, nell’immagine sopra, come si può notare l’SPD di queste memorie non prevedono una frequenza di 1066 MHz ma soltanto di 800 MHz, infatti quando si inseriscono negli slot vengono riconosciute come comuni ram pc2-6400. Pertanto per operare alle frequenze che la casa costruttrice dichiara si devono innalzare di frequenza, ricordiamo poi che il voltaggio previsto dal costruttore prevede ben 2.400v a 1066 MHz, anche se potrebbe sembrare un voltaggio eccessivo, non ci si deve far trarre in inganno in quanto i chip hanno davvero una ridotta emissione di calore durante il loro funzionamento, e non c’è bisogno di aggiungere dissipatori sui chip per raffreddarli al meglio.

Vediamo adesso le frequenze raggiunte in overclock:

Grafico Overclock e stabilità (5-5-5-15)

Grafico Overclock e stabilità (4-4-4-12)

Come si vede dai grafici sopra esposti questi chip hanno un ottima tolleranza all’overclock, infatti con appena 2.20v si sono raggiunti i 1160 MHz in piena stabilità, in Orthos -Blend mode-, con latenze pari a 5-5-5-15 (cas-trcp-trp-tras),mentre dando 2.40v l’incremento non è stato particolarmente considerevole, si sono raggiunti 1180 MHz in piena stabilità sempre con latenze pari a 5-5-5-15 (cas-trcp-trp-tras).

Grafico Frequenze e Relativi voltaggi (5-5-5-15)

L’ultimo test è molto interessante da osservare in quanto permette di vedere come reagiscono i chip dei moduli di memoria al variare del voltaggio erogato dalla scheda madre negli slot, e di capire il loro comportamento. Abbiamo usato in questo caso il software SuperPI 1MB in modo da permetterci di vedere immediatamente il comportamento con diversi tipi di voltaggi applicati, inoltre abbiamo preferito tenere timing 5-5-5-15 (cas-trcp-trp-tras).

Come si può osservare i moduli hanno un eccellente capacità di overclock soprattutto con voltaggi bassi, infatti con soli 1.80v ci hanno permesso di superare agevolmente i 1000 MHz (DDR2), mentre ancora con 2.20v i moduli hanno quasi raggiunto la soglia di ben 1200 MHz (DDR2), ulteriori aumenti di voltaggi hanno portato si dei benefici ma non in maniera considerevole, infatti si è quasi al limite fisico di frequenza, ma nonostante ciò i moduli aumentavano comunque la loro frequenza non mostrando nessun tipo di cedimento ed anzi migliorando con le giuste proporzioni, segno che i voltaggi se pure alti non portano ad un eccessivo surriscaldamento dei chip, in altri moduli da noi testati infatti molto spesso dando troppi volt i moduli mostrano un cedimento per quanto riguarda la massima frequenza raggiungibile. Con 2.60v erogati dallo slot DDR2 della scheda madre abbiamo raggiunto una frequenza del tutto riguardevole infatti siamo a ben 1224 MHz (DDR2).

Conclusioni

Prestazioni:                            

Rapporto Qualità/Prezzo:    

Giudizio Complessivo:          

Eccoci giunti alle conclusioni finali di questo articolo, che ha avuto come oggetto i moduli della serie BLACK DRAGON PC2-8500 prodotte dalla taiwanese GEIL.

Come già detto prima la prima che colpisce positivamente è l’aspetto di questi due moduli di ram, ci colpisce l’ottima serigrafia sul PCB nero di colore oro a forma di testa di Drago, ed una volta inseriti negli appositi slot di memoria della scheda madre si accendono i due led posti negli occhi del drago che segnalano che i moduli sono in funzione, e che danno un’estetica accattivante specie a chi ha il case finestrato, infatti la luminosità rossa prodotta dai led è ben visibile.

Andando a vedere invece i benchmark sintetici il comportamento è del tutto adeguato alle caratteristiche dei moduli, anche in rapporto a quello di altri produttori con caratteristiche simili, se da qualche test è emerso un comportamento un po’ anomalo è da imputare alle caratteristiche del chipset Intel P965 utilizzato e non a problemi dei moduli di memoria.

Altro aspetto che ancora una volta ha attirato la nostra attenzione è la temperatura di funzionamento, infatti per tutta la durata dei test ed anche per la fase iniziale di rodaggio, si è sempre mantenuta estremamente bassa, anche quando si è andati ad alzare pesantemente il voltaggio di erogazione agli slot di memoria, non dimentichiamo che siamo arrivati ad erogare ben 2.60v, il merito ovviamente risiede nella particolarità dei chip FBGA che grazie allo loro particolare costruzione permettono di mantenere temperature di esercizio estremamente contenute.

Per quanto riguarda le capacità di overclock siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal loro comportamento, infatti anche se la casa costruttrice garantisce un voltaggio di funzionamento di 2.40v, i moduli hanno evidenziato un ottimo comportamento con voltaggi inferiori a queste specifiche, infatti come detto nel paragrafo precedente con soli 1.80v (voltaggio standard per le DDR2) ci hanno permesso di raggiungere e superare i 1000 MHz (DDR2) senza il minimo problema.

Con invece il loro voltaggio standard di funzionamento, vale a dire 2.40v hanno operato stabilmente alla frequenza di ben 1180 MHz (DDR2) stressate dal pesantissimo stress test di Orthos che vi ricordiamo è uno dei più pesanti in circolazione per questo genere di test.

Il prezzo di questi moduli è di circa 140€ ed è adeguato alle caratteristiche e alla dotazione, aggiungiamo poi che sono moduli certificati per funzionare a 1066 MHz (DDR2-8500) e rispetto ai moduli che sono garantiti per il funzionamento a 800 MHz (DDR2-6400) ovviamente si paga una maggiorazione, indubbiamente considerando tutte queste caratteristiche e l’ottima capacità di overclock ci sentiamo di dire che si tratta di un buon acquisto, anche in considerazione che si stanno diffondendo le nuove DDR3, ma considerando il fatto che il costo è ancora molto elevato ed ancora non si è raggiunta una maturità sufficiente, aggiungiamo pure il discorso che ci sono pochissime schede madri che le supportano e quindi rendono tale scelta ancora del tutto prematura, inoltre come gli appassionati ben sapranno solo Intel ha scelto la strada delle DDR3, mentre AMD nelle sue cpu di prossimo debutto ha ancora puntato sulle DDR2, tale scelta ricalca la loro larga diffusione ed ai prezzi contenuti, nonché alle ottime performance.

Si ringrazia Geil per averci fornito il KIT di memoria per questa recensione

www.geilusa.com

www.geil.com.tw

Gianni Marotta