Il Controller
Procediamo dunque ad aprire il nostro ARC 100. Ricordiamo che questa operazione invalida la garanzia del prodotto. A differenza degli altri SSD di OCZ per aprire il nostro ARC 100 dovremo rimuovere l’intero adesivo frontale o comunque solo gli angoli che celano le quattro viti Philips.
Dunque, rimosse le quattro viti, ci basterà sollevare delicatamente il plate in alluminio e troveremo immediatamente il controller, cuore del nostro OCZ ARC 100. Come notiamo il PCB è saldamente ancorato da altre quattro viti dello stesso tipo di quelle rimosse in precedenza. Al centro del PCB troviamo, sotto un pad termico, il controller Indilinx Barefoot 3 in posizione quasi centrale e lungo tutto il perimetro gli otto chip di memoria NAND Flash a 19nm prodotti da Toshiba stessa.
Nel dettaglio abbiamo dunque il controller Indilinx Barefoot 3 con sigla IDX500M10-BC a differenza del modello IDX500M00-BC presente sul Vector 150. Il controller come notiamo ha un socket BGA (saldato dunque) al cui interno risiede un processore dual-core ARM Cortex affiancato dal co-processore OCZ Aragon che si occupa del funzionamento dell’unità tramite un sistema di interleaving multi canale a otto vie verso le celle di memoria.

Inoltre il supporto è garantito sia per le NAND Flash che seguono lo standard ONFI che per le NAND Toggle Mode.
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Proseguendo nell’analisi troviamo, lungo il perimetro, i chip di memoria Toshiba con sigla TH58TEG7DDJBA4C e processo litografico a 19nm. Sull’intero PCB sono ospitati ben sedici package di tipo 40 TSOP che hanno ciascuno una densità di ben 16GB (grazie a due die da 8GB). Nel dettaglio tali chip sono NAND Flash Toggle Mode sincrone con un sistema MLC (Multi Level Cell) a due bit per cella. La loro vita stimata è di circa 3.000 cicli di scrittura. Come sappiamo, inoltre, un’interfaccia di questo genere permette un maggior scambio di dati con conseguente innalzamento delle prestazioni generali del drive.
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Il PCB dell’ ARC 100 non è solo dotato di un connettore SATA III ma anche di un pettine aggiuntivo utile ad OCZ per la diagnostica del drive in caso di problemi.
Il PCB inoltre è dotato di due chip DRAM cache DDR3L-1600 da 256MB di produzione Micron assicurando dunque al controller Indilinx un notevole boost prestazionale.
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